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Ultimo aggiornamento: 13:38
Nella sala Berlinguer di Montecitorio, davanti ai deputati del Pd, alla segretaria Elly Schlein e al leader della Cgil Maurizio Landini, Massimo D’Alema torna alla Camera nelle vesti di direttore editoriale di Italianieuropei. L’occasione è la presentazione dell’ultimo numero della rivista, dedicato al lavoro e alle trasformazioni economiche, con la partecipazione anche di Cecilia Guerra, responsabile Lavoro della segreteria nazionale del Pd, e dell’ex commissario europeo Nicolas Schmit.
Ma più che un intervento accademico, quello di D’Alema si trasforma in un monito politico: serve un’opposizione compatta, un “campo largo” capace di ritrovare un linguaggio comune e una prospettiva credibile di governo.
Il cuore della sua analisi è la questione del lavoro, che per l’ex premier non riguarda solo una parte della società, ma “ha a che vedere col destino del nostro Paese” e con la capacità competitiva del sistema produttivo. Per D’Alema, la destra al governo incarna un modello “destinato inesorabilmente al declino”, incapace di reggere le sfide globali, tecnologiche e soprattutto demografiche.






