Quattro giorni, tre notti, in una baita nel bosco, senza telefono né rumore. Tutto spesato, viaggio (da oltreconfine) incluso, a patto che il silenzio rimanesse quello iniziale – o quasi. Tre coppie hanno accettato la sfida proposta dall’ufficio del turismo della regione svedese della Scania, all’estremo sud del Paese scandinavo. Il progetto mirava a sensibilizzare sui rischi da inquinamento acustico per la salute umana, promuovendo nel contempo i benefici del silenzio, che è una peculiarità e un vanto della regione e più in generale della Svezia e della Scandinavia.
"Quando (i turisti n. d. r.) scelgono di viaggiare in Svezia, che cosa li motiva? Relax, pace e tranquillità, ma anche esperienze nella natura", racconta all’agenzia di stampa France Presse Josefine Nordgren, una delle responsabili del progetto "Silent Cabin" per Visit Skåne, che promuove il turismo nella Scania. "In Germania, ad esempio, l'inquinamento acustico è dieci volte peggiore che in Svezia?.
Secondo fattore di rischio ambientale
Secondo l’Agenzia europea dell’Ambiente, il rumore è il secondo fattore ambientale più dannoso per la salute degli europei, battuto solo dall’inquinamento dell’aria. Quest’anno, a inizio autunno, Visit Skåne ha pubblicato sul suo sito web un “bando”, nel quale ha invitato tre coppie (straniere) ad insediarsi – in successione – in una piccola casa bianca e verde, situata alla fine di una stradina tortuosa, il tutto ammantato dai colori del foliage di stagione. La condizione per rimanere ospiti era quella di riuscire a mantenere la loro conversazione entro il limite dei 45 decibel – il volume di una normale conversazione si aggira sui 60 decibel. Per garantire che tutti rispettassero le regole, all'interno della piccola abitazione è stato installato un fonometro, nascosto in alto in un armadio. Il dispositivo era collegato al sistema interno degli organizzatori e, se il volume della voce si fosse alzato troppo e/o per troppo tempo, le coppie sarebbero state “sfrattate” la mattina seguente.






