BORGO VENETO - Resta in carcere S.T., il quarantenne siciliano accusato di rapina pluriaggravata per l'aggressione avvenuta lunedì mattina al cimitero di Saletto. La convalida del fermo è stata disposta ieri mattina dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rovigo. Durante l'udienza, il pubblico ministero stesso aveva richiesto la misura cautelare della custodia in carcere, dove il quarantenne già si trova fin dal momento dell'arresto. L'uomo è assistito dall'avvocato Sandra Passadore di Adria e da un legale del foro di Agrigento, luogo di origine dell'indagato.

Stando a quanto comunica la difesa, l'aggressore avrebbe mantenuto «un atteggiamento collaborativo» durante l'udienza. Avrebbe raccontato la sua versione dei fatti, negando di aver «commesso un'aggressione feroce e a mano armata». Si sarebbe mostrato pentito e avrebbe ammesso di aver agito «in un momento di disperazione e di bisogno di denaro a causa di un problema di dipendenze».

Avrebbe inoltre dato disponibilità a «risarcire il danno alla persona offesa». L'uomo, attualmente senza fissa dimora, è già noto alle forze dell'ordine per precedenti specifici relativi a reati predatori. Nel frattempo migliorano le condizioni del 76enne vittima dell'aggressione: il pensionato è stato dimesso dall'osservazione breve intensiva dell'ospedale di Schiavonia. La prognosi rimane di trenta giorni per il trauma cranico, le ferite e contusioni multiple. La famiglia, dal canto suo, mantiene stretto riserbo sull'accaduto.