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In arrivo i brani di "Niuiorcherubini". Poi date all'estero e nel sud Italia

"Mi chiamo Jovanotti e faccio feste". Più o meno dice così, sul serio. E in effetti lo ascolti raccontare un progetto multiplo che muove idee e aspirazioni, musicisti, tir ("sostenibili"), treni ("scontati fino al 75% per i miei concerti"), migliaia di spettatori, macinerà chilometri nel mondo, in Europa, infine in Italia e - all'osso - resta questo del sognatore con la barba anarchica: tutto quello che Jovanotti ha pensato per la fine del 2025 e il 2026 che verrà è una unica, grande festa. E allora non è esagerato accostarsi alla battuta di John Ford che produceva capolavori al cinema e poi se ne usciva con l'essenziale: "Mi chiamo John Ford e faccio western". Il cappello a tesa larga da quasi-cowboy in effetti ce l'ha, Lorenzo, quando entra in scena al Teatro della Cometa "restaurato dalla mia amica Maria Grazia Chiuri" (stilista ex direttrice creativa di Fendi e Dior) per annunciare un poker di sorprese.