Un video breve - un minuto e ventitré - diventato virale nel giro di poche ore. Protagonista la sottosegretaria per i Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, che, uno ad uno, ha replicato, con una punta di ironia, ai commenti sessisti ricevuti da alcuni haters sui suoi profili social. Un nuovo atto di denuncia che riporta al centro la necessità di una legge ad hoc sull’identificazione digitale.

Sottosegretaria, come mai ha deciso di postare il video e di usare l’arma dell’ironia?

«Ho voluto sdrammatizzare perché penso sia il miglior modo per sovvertire lo schema dell’attacco sessista, che produce imbarazzo e senso di colpa in chi lo subisce. È quello che ho provato quando ho ricevuto un primo attacco, nel 2018, per un intervento fatto in Aula e rilanciato dal blog dal Movimento 5 stelle. Poi ho capito che non dipende dal soggetto, da quello che fai, ma dalla tua esposizione sui social in quanto donna. Per questo bisogna spersonalizzare l’attacco e connotare gli haters per quello che sono».

Prima la sindaca di Genova, Silvia Salis, poi Francesca Verdini, ora il suo video. Possiamo dire che, a fronte di una piaga antica, quella degli insulti sui social, stanno diventando sempre più frequenti e rumorose le reazioni?