Uccisa a coltellate dall’ex che la aspettava sotto casa. I vicini: appostato da giorni

Milano, la 62enne Luciana Ronchi colpita al volto: la morte dopo ore di agonia. Il killer preso dopo la fuga

giovedì 23 ottobre 2025 di Claudia Guasco

MILANO Le ha teso un agguato, dopo settimane di appostamenti. Tanto che qualche vicino l’ha anche affrontato e preso a male parole per quella sua insistenza nel chiedere che cosa facesse l’ex moglie e insultarla. Ieri mattina Luigi Morcaldi, 64 anni, ha messo in atto il suo piano: si è presentato con un coltello sotto casa di Luciana Ronchi, 62 anni, e l’ha uccisa accanendosi contro di lei, colpendola ripetutamente al volto, al collo e al torace. Poi è scappato, ma la sua fuga è finita nel pomeriggio quando ha acceso il telefono per pochi secondi ed è stato rintracciato all’interno del Parco Nord, alla periferia di Milano.

Luciana Ronchi, un tempo donna delle pulizie e ora dipendente di una mensa, è stata aggredita alle 9.50 appena uscita dal condominio in via Grassini, nel quartiere di Bruzzano. Ad aspettarla c’è l’ex marito, dal quale ha avuto un figlio e si è separata con strascico di liti tre anni fa. Lui arriva in scooter e le si para davanti senza nemmeno togliersi il casco, lei ha solo il tempo di gridare «te ne devi andare di qua». Poi Morcaldi sferra la prima coltellata al volto, la donna riesce a divincolarsi e a scappare tra le auto in sosta. Una corsa durata pochi metri, perché l’ex marito la rincorre, la afferra e la colpisce ancora in piena faccia, poi all’addome e al torace. Arriva una pattuglia della polizia locale, vengono allertati i soccorsi: Luciana è trasportata in ambulanza al vicino ospedale Niguarda, resta per ora in sala operatoria ma le ferite sono troppo gravi, muore in serata. Morcaldi nel frattempo viene fermato al parco, in un cestino poco distante c’è il coltello con il quale ha uccise l’ex moglie. Che dopo la separazione, con dissidi per motivi economici, si è ricostruita una vita tranquilla con un nuovo compagno. Lui si è trasferito in un appartamento poco distante ma le stava addosso, inferocito dal fatto che lei fosse rimasta a vivere nell’alloggio un tempo comune di via Grassini. «La casa è la mia», una delle frase gridate da Morcaldi mentre massacrava Luciana.