Perfettamente identici nella foggia e nei colori agli originali i 10mila Labubu falsi, sequestrati dai finanzieri del Comando provinciale di Palermo in sette negozi della città, gestiti da cittadini italiani e stranieri. Riprodotti con materiali di qualità inferiore ma con una cura tale, hanno spiegato gli investigatori delle Fiamme gialle, da «rendere difficile per un comune acquirente distinguerli dagli esemplari autentici». Un vero e proprio mercato parallelo del contraffatto, con un giro d’affari di oltre 500mila euro, quello scoperto nei giorni scorsi dai Baschi verdi del Gruppo Pronto impiego, che hanno denunciato i titolari dei sette esercizi commerciali. Ai negozi i finanzieri sono arrivati, oltre che attraverso attività classiche di controllo del territorio, anche per un capillare monitoraggio dei canali social. On line, infatti, alcuni dei commercianti già pubblicizzavano i pupazzi per la grande vendita di Natale.
Quanti ragazzini (e quante giovani donne) ci sarebbero cascati pensando di aver trovato sotto l’albero l’originale. E invece... La febbre di Labubu è ormai alle stelle, tra file interminabili fuori dai negozi e tantissimi video su TikTok. Ma cos’hanno di così speciale queste piccole creature dalle lunghe orecchie da folletto e un’espressione che oscilla tra l’innocente e il diabolico? Sono state ideate dieci anni fa dal designer di Hong Kong (cresciuto ad Amsterdam) Kasing Lung. Che ha iniziato a pubblicare la serie The Monsters (nota anche come Nordic Fairy Tale), profondamente influenzata dalla mitologia nordica.









