E poi si lamentano del fatto che gli italiani non amino più la politica! Non siamo di quelli che credono che il politico debba avere competenze tecniche o specifiche: non è detto che un medico sia un bravo ministro della Salute o che un rettore sia la miglior scelta per il dicastero dell’Università. Ma una competenza e una gavetta in politica dovrebbe essere nel suo curriculum, soprattutto se si va ad occupare posizioni di responsabilità come può essere la vicepresidenza di una regione importante quale la Toscana.

Indubbiamente Mia Diop queste competenze non ha avuto nemmeno il tempo di farsele, sul campo, avendo solo ventitré anni. Ed è chiaro altresì che è stata scelta solo perché è un simbolo per un Pd sempre più a corto di idee e appiattito sulle posizioni movimentiste e radicali della sinistra sinistra. D’altronde, Soumahoro e Ilaria Salis sono stati catapultati nei parlamenti italiano ed europeo secondo la stessa logica. Per non dire dei grillini che avevano dato l’assalto alle istituzioni al grido di “uno vale uno” promuovendo al rango di parlamentari, e persino di statisti, illustri sconosciuti senza gavetta ed esperienze alcune.

Non resterebbe che prendere atto di questa deriva antipolitica se non fosse che è la stessa sinistra a imputare alla destra, ad ogni pie’ sospinto, l’incapacità di scegliere persone competenti favorendo solo amici e conoscenti. Un classico caso di proiezione psicoanalitica che avrebbe fatto gioire Freud alla costante ricerca di conferme alle sue teorie!