Isei mesi dell'Esposizione universale di Osaka, dal 13 aprile al 13 ottobre, sono stati "molto intensi", l'Italia "è stata protagonista, ma è stata protagonista di un Expo che ha avuto un grande successo" e per questo risultato "bisogna veramente congratularci con i nostri amici giapponesi". Lo ha affermato il commissario generale per l'Italia a Expo 2025 Osaka, l'ambasciatore Mario Vattani, in occasione del Forum ANSA.

Il commissario generale ha spiegato che "la legacy del Padiglione Italia va oltre" l'Esposizione universale, ricordando che l'Italia è "l'unico Paese partecipante la cui visitor experience rimane in Giappone", non come mostra museale tradizionale, ma come installazione narrativa sulle tecnologie e sull'innovazione italiane. Fino al 12 gennaio, al Museo di Belle Arti di Osaka, resta l'Atlante Farnese accompagnato dal racconto multimediale e i video dedicati alle 18 regioni partecipanti.

"Non perdiamo mai l'occasione di raccontare il genio italiano, non solo nel passato ma anche nel futuro", ha osservato il commissario generale.

Ripercorrendo i sei mesi dell'evento, Vattani ha sottolineato come il successo del Padiglione fosse percepibile: "Negli ultimi giorni c'erano otto ore di fila", con tempi d'attesa tra le cinque e le sette ore per quasi tutto il semestre. Un riconoscimento che si è poi concretizzato con la ciliegina sulla torta del verdetto internazionale: "La giuria del Bureau International des Expositions (Bie) ci ha premiato con il primo premio per lo sviluppo del tema". Un risultato che vale più dell'estetica, perché "non si parlava solo della visitor experience ma della visione italiana di come immaginiamo la società del futuro" in un mondo attraversato da intelligenza artificiale e digitalizzazione. L'Italia, ha detto, è stata riconosciuta per "l'importanza del saper fare e della creatività", frutto di un patrimonio culturale che alimenta l'innovazione. Il Padiglione ha inoltre stabilito un "raccordo naturale" con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026: le torce disegnate da Carlo Ratti sono state svelate durante l'inaugurazione, in contemporanea con Milano, e hanno segnato un passaggio di testimone tra due grandi eventi globali. "Le due torce erano in bella vista e raccontavano anche la parte infrastrutturale", ha spiegato Vattani, ricordando che il format Expo si è chiuso proprio con la consegna alle tedofore Carolina Kostner e Martina Caironi.