Vent’anni di storia, oltre 400 invenzioni sostenute e più di 1,5 milioni di sterline distribuite. Il James Dyson Award non è un concorso qualunque: è quella rara occasione in cui i giovani inventori possono davvero farsi notare e, soprattutto, portare avanti le loro idee senza dover svendere la proprietà intellettuale. A differenza di molti altri concorsi, il James Dyson Award lascia ai partecipanti la piena proprietà intellettuale delle loro invenzioni. Non è poco: per gli inventori significa poter sviluppare e commercializzare liberamente le loro idee, senza dover cedere diritti o quote a terzi. Quest’anno, tra le oltre 2.100 candidature provenienti da 28 Paesi, a spiccare sono stati due progetti che affrontano problemi molto diversi ma altrettanto pressanti.

OnCue: digitare diventa possibile anche con il Parkinson

Immagina di voler scrivere un’email, ma le tue dita non rispondono come vorresti. Tremano, si bloccano, non riescono a mantenere il ritmo. Per i 10 milioni di persone al mondo che convivono con il Parkinson (400.000 solo in Italia), questa è una frustrazione quotidiana. Alessandra Galli, product designer italiana laureata alla Delft University of Technology nei Paesi Bassi, ha deciso di fare qualcosa al riguardo. La sua invenzione, OnCue, è una tastiera che va oltre le soluzioni assistive già sul mercato: non si limita a tasti più grandi o colori ad alto contrasto, ma integra suggerimenti visivi e tattili pensati specificamente per i sintomi del Parkinson.