CONEGLIANO - Filippo Titonel, 19enne, ha affondato il coltello nell'addome di papà Gianluigi per due volte di seguito, mentre era disteso sul letto: poco prima dell'una, la lama dell'utensile da cucina ha raggiunto lo stomaco, l'intestino e parte del fegato, rendendo necessaria un'operazione d'urgenza, durata per tutta la mattina di martedì. All'indomani dell'aggressione, l'equipe medica è riuscita a suturare le lesioni più gravi e ora il 66enne, che ha lavorato a lungo proprio in quella struttura sanitaria, può dirsi fuori pericolo. Ma la famiglia riunita attorno al suo letto ora affronta una ferita ancora più difficile da rimarginare: il diciannovenne, allontanatosi in stato di choc dopo il gesto e arrestato da una pattuglia del nucleo radiomobile, è indagato per tentato omicidio, anche se il movente non è ancora chiaro. L'ipotesi degli investigatori è che il litigio sia scaturito da un comportamento paranoide del giovane che da qualche tempo preoccupava la famiglia: dopo le prime avvisaglie, il padre aveva chiesto aiuto e consiglio anche ad altri genitori e amici. Questi ultimi si erano convinti che il ragazzo si trovasse in una condizione problematica a causa di dipendenze da stupefacenti: gli investigatori invece non hanno trovato riscontri da questo punto di vista. Il sospetto era invece di un disagio psichico, che però il giovane aveva rinnegato in ogni modo. Nonostante le insistenze dei genitori e del fratello, aveva rifiutato ogni genere di cura o di percorso, mostrandosi ostile ogni qual volta che i genitori tentavano di tornare sull'argomento. E anche dopo l'arresto, Filippo ha deciso di non affidarsi alle cure mediche, assumendosi la piena responsabilità di rispondere all'accusa di tentato omicidio. E per questo motivo rimarrà in carcere. Oggi, alle 12, si terrà l'interrogatorio di garanzia.