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Ultimo aggiornamento: 12:23

Fatichiamo. Molto, sempre e comunque: il 2-0 strappato a Chisinau sulla Moldavia, con i due gol firmati al tramonto del match da due capocciate di Mancini (88’) e Pio Esposito (92’), ribadiscono il concetto che il nostro calcio ha un problema di fondo: si chiama mancanza di “qualità”. Rino Gattuso ha schierato una specie di Italia B, ma è riuscito a domare un avversario al posto numero 156 del ranking Fifa solo quando sono entrati i titolari e quando la squadra di Lilian Popescu era stanca. La Moldavia, per dire, aveva perso 11-1 con la Norvegia. A Chisinau ha bloccato sullo 0-0 gli azzurri fino all’88’.

Fatichiamo, yes. Ieri sera abbiamo assistito a un film già visto, per esempio negli spareggi mondiali contro Svezia (2017) e Macedonia del Nord (2022). Sbattiamo la testa, testardi e ostinati, contro il muro, cercando di aggirare l’avversario sulle corsie laterali e piazzando cross verso il centro. Con due problemi di fondo: i cross vengono spesso intercettati dai difensori e se non hai Retegui a muoversi in area, finiscono nel nulla. Scamacca a Chisinau non è pervenuto: è stato forse il peggiore.

Nel calcio di alto cabotaggio, non si segue un unico copione: esistono i percorsi alternativi, per citare un esempio gli inserimenti per vie centrali. Sono le cosiddette varianti, ma per realizzarle, occorrono giocatori di qualità. I numeri 10 creativi e gli esterni che saltano l’uomo costringono le difese ad aprirsi, creando lo spazio per gli inserimenti dei compagni. Non parliamo di schemi raffinati: l’ABC del calcio. I copioni di alto livello, felliniani, sono riservati ai club dove si lavora ogni giorno e dove i direttori d’orchestra sono i migliori allenatori in circolazione. Non è il caso delle nazionali: è finito da un pezzo il tempo in cui una selezione svettata sui club. Oggi è il contrario.