Le accuse sono le stesse mosse nei riguardi di Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito, a Bari nel pomeriggio di ieri (giovedì 13 novembre) per la presentazione del suo ultimo libro. "Vogliono rendere scuola e università pubblica un lusso per pochi, a suon di tagli ai finanziamenti e manovre che tolgono spazio a noi studenti", dicono dalle associazioni Udu, Uds e Zona Franka.

Un doppio presidio, a partire dalle 9 di questa mattina, fra piazza Umberto e piazza Prefettura, sulla scia di un'ondata nazionale che chiama a raccolta oltre 50 città italiane. Le questioni sollevate riguardano didattica e valutazione, diritto allo studio, edilizia scolastica, rappresentanza studentesca, transfemminismo e benessere psicologico, oltre al tema del rapporto scuola-lavoro. Ruota attorno a questi punti il nucleo delle rivendicazioni. Circa 150 di loro hanno poi sfilato su corso Vittorio Emanuele, verso il lungomare Araldo di Crollalanza.

"Più aule e non più bombe", scandiscono a pieni polmoni, sulla scorta di un'invocazione nelle ultime settimane molto ricorrente. "Scuole e Università pubbliche devono tornare ad essere un presidio di inclusione ed emancipazione socioeconomica, rappresentando degli spazi in cui la formazione funga da presupposto allo sviluppo del pensiero critico e non sia asservita all’ideologia conservatrice che ci vuole rendere cittadini passivi e ubbidienti" dice Sahar Locaputo, Coordinatrice dell’Unione degli Universitari Bari.