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14 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 10:55

Oggi esce, per i tipi di Nottetempo, un libro molto interessante, che affronta in modo particolarmente originale una delle più grandi icone della cultura popolare del Novecento: Desiderare Bowie, di Massimo Palma. Tra meno di due mesi, il prossimo 10 gennaio, scoccherà il decennale dalla scomparsa del geniale artista inglese, o meglio dalla notizia della scomparsa: un anniversario che fa venire i brividi a chi, come il sottoscritto, ha dedicato molto tempo in riflessioni, approfondimenti, omaggi e iniziative culturali alla memoria del Duca Bianco.

Consentitemi il vezzo di autocitarmi, ma credo sia significativo, in prossimità di tale ricorrenza, osservare come riscriverei esattamente questa riflessione, tratta da un articolo scritto a caldo, su Repubblica-XL, appena appresa la notizia della morte, diramata tre giorni dopo la pubblicazione del commovente video Lazarus: “Con un doppio ribaltamento, Bowie fisicamente è morto tre giorni dopo la sua Resurrezione: ma essa era già avvenuta sul piano artistico, consegnandolo per sempre all’immortalità (…) Il cerchio è chiuso, L’Opera è compiuta”.