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Un esposto contro la liquidazione dell’istituto lo tira in ballo insieme a De Vido. Intervista a Scaroni sul Nuovo San Siro

Tornano i fantasmi delle banche venete a circa dieci anni di distanza dal crac. Nel nuovo numero di Moneta, in edicola domani con Il Giornale, Libero e Il Tempo, si riaccendono i riflettori su questa vicenda ancora aperta. Veneto Banca viene liquidata per decreto il 25 giugno 2017 e nel default vengono coinvolti circa 80mila risparmiatori. A febbraio del 2024, l’associazione che li rappresenta invia un esposto alla procura di Treviso, alla Guardia di finanza, alla Corte dei Conti e a Bankitalia sulla condotta della società in liquidazione coatta amministrativa che gestisce l’istituto ormai defunto e gli attivi residui. L’obiettivo è «evidenziare alcune posizioni specifiche poco chiare» nonché «verificare se sussistano situazioni irregolari, scorrette o illecite nell’attività di liquidazione ovvero nei comportamenti dei commissari liquidatori ». Nel mirino finisce Andrea De Vido che per molto tempo è stato, assieme all’amico e sodale Enrico Marchi, a capo della diarchia che governava le sorti della Finint, una delle boutique finanziarie più esclusive del Nordest. Gli approfondimenti sono in corso, rilanciando una domanda: chi tutela davvero il risparmiatore? Come sottolinea l’editoriale di Osvaldo De Paolini, il sistema sembra più preoccupato a preservare se stesso che a proteggere chi ha perso tutto.