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Il leader del No al referendum sulla giustizia cade su una falsa citazione del giudice eroe. Il mea culpa di Travaglio e Gomez. "Repubblica" cela la rettifica

Il meme più bello che circola sui social raffigura Nicola Gratteri col telefonino in mano mentre legge la ricetta della carbonara con la panna. Sottotitolo: "Me l'ha mandata uno chef serio". Il riferimento è alla toppa peggiore del buco che il procuratore di Napoli ha messo per giustificare la falsa intervista a Falcone recitata in diretta tv su La7 come prova regina della contrarietà del giudice alla separazione delle carriere.

Interpellato dal Foglio, infatti, il magistrato che guida il Fronte del No alla riforma della giustizia ha spiegato: "Ho letto la finta intervista da Floris perché me l'hanno mandata persone serie. Erano persone autorevoli dell'informazione, me l'hanno riportata come autentica e io l'ho letta". Insomma, un mea culpa singolare che ha più il sapore dello scarico di responsabilità. Così come è singolare la scelta del quotidiano Repubblica (su cui il 25 gennaio 1992 sarebbe uscita la falsa intervista a Falcone) che ha nascosto sul sito la rettifica, seppur scrivendo testualmente: "Quell'intervista è falsa, non è mai stata realizzata, Falcone non era ostile all'ipotesi della separazione delle carriere".