Doretta Graneris è libera. La ragazza a diciotto anni appena compiuti, la sera del quattordici novembre 1975, a Vercelli, sterminò la famiglia (il padre, la madre, i nonni e il fratellino di nove anni) e fu condannata all’ergastolo. Il ritorno alla vita di Doretta però durerà ancora quattro giorni, e poi, in gran segreto come è uscita dal carcere, tornerà alle Nuove, ai suoi quadri, alle sue poesie, ai suoi rimorsi. All’ergastolana tre giorni fa è stato concesso un permesso, secondo le nuove norme penitenziarie.
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Carlo Lucarelli
Di questa legge hanno usufruito decine di detenuti ai quali sono state comminate condanne severe. L’ultimo clamoroso e discusso permesso fu dato, sempre a Torino, a un gruppo di terroriste, fra le quali Susanna Ronconi, che beneficiarono di un pomeriggio a teatro e di un aperitivo in un bar del centro. Meno rumore, invece, per Doretta Graneris che, a suo tempo, venne definita la belva per la freddezza con la quale, assieme al fidanzato Guido Badini che ora ha 33 anni, scaricò 19 colpi di pistola contro la sua famiglia, radunata in salotto, davanti alla Tv.
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