Niente Ambrogino per Dan Peterson. Nessuna medaglia neppure per Francesco De Gregori, né per Jasmine, la lavoratrice della Scala licenziata per aver gridato “Palestina libera”. Mentre saranno chiamati a ritirare il premio il poliziotto Christian Di Martino, che ha rischiato di morire accoltellato alla stazione di Milano Lambrate, il maratoneta Iliass Aouani, vincitore del bronzo ai Mondiali di Tokyo 2025, e il giornalista Enrico Mentana. Ma comunque pochi “vip” tra i nomi dei virtuosi selezionati ieri dalla commissione Civiche benemerenze, a cui hanno partecipato la presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi, i componenti dell’Ufficio di presidenza e i capigruppo in Comune. Quindici medaglie d’oro, sei alla Memoria e 20 attestati verranno consegnati il 7 dicembre al Teatro Dal Verme. La riunione si è chiusa poco prima delle 9 di sera. L’elenco è stato limato e perfezionato nel corso del pomeriggio. Il risultato? Molti dei nomi più noti sono stati spuntati dall’elenco dei benemeriti. Ambrogini ai milanesi meritevoli, ma di basso profilo.

E dunque tra i premiati ci saranno Leonardo Visco Gilardi, presidente di Aned, il campione Illiass Aouani, l’avvocato Alessandro Maniaci che assiste le persone sorde e Iris Tarter, storica preside dell’Istituto “Frisi” di Milano, figura simbolo e molto ricordata per la scuola. E ancora riceveranno la medaglia la presidente dell’associazione Musica al Tempio Mimma Guastoni e il professore di diritto tributario Guglielmo Maisto. Tra i nomi più dibattuti quelli di Enrico Mentana, proposto da Daniele Nahum anche per essersi sempre opposto all’utilizzo del termine “genocidio” per il popolo palestinese, e quello del direttore del Sole 24 ore Fabio Tamburini. Personalità troppo in vista, secondo i Verdi che avevano espresso preferenze per nomi meno noti alle cronache e più centrati sulle attività fatte a Milano. Premiati anche alcuni medici, come il chirurgo Vincenzo Cimino, Claudio Russo e la dottoressa Paola Martinoni.