Nonostante le pressioni dell’amministrazione Usa targata Donald Trump, l’Unione europea infligge un nuovo colpo alle Big Tech a stelle e strisce. A finire sotto la lente di Bruxelles è ancora una volta Google, multata di recente dall’Antitrust europea per l’impero pubblicitario costruito attorno al motore di ricerca. Ora, la Commissione ha deciso di avviare un’indagine per valutare se il colosso di Mountain View abbia penalizzato gli editori di notizie in violazione della legge europea sui mercati digitali (DMA), volta a contrastare le pratiche anti-concorrenziali delle grandi piattaforme online designate come ‘”gatekeeper”.

Perché la Ue indaga Google: «Declassa i contenuti dei media» «Siamo preoccupati che le policy di Google non consentano agli editori di notizie di essere trattati in modo equo, ragionevole e non discriminatorio nei risultati di ricerca» ha spiegato Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione e responsabile per la concorrenza, promettendo di indagare per «garantire che gli editori di notizie non perdano importanti entrate in un momento difficile per il settore – e che – Google rispetti la legge europea sui mercati digitali». In sostanza, Palazzo Berlaymont contesta l’impatto sull’editoria della politica di Mountain View sull’abuso della reputazione dei siti, una politica con cui il colosso tech mira a proteggere gli utenti dallo spam, contrastando pratiche volte a manipolare il posizionamento nei risultati di ricerca. A giudizio della Commissione, tuttavia, questa politica anti-spam finirebbe con il declassare nei risultati di ricerca siti web e contenuti di media e altri editori quando tali siti web includono contenuti di partner commerciali. Una retrocessione che a sua volta si traduce in una riduzione del traffico e quindi in una significativa perdita di fatturato.