Smascherare le più diffuse fake news sull'Ue e riflettere sul ruolo che esercita nella vita quotidiana dei cittadini.
È stato l'obiettivo dell'incontro "Tutta la verità (o quasi) sull'Unione Europea" tenutosi oggi nell'ambito del Fake News Festival.
A parlarne Marco Cucchini, politologo, consulente politico e legislativo; Ines Gouveia da Silva, coordinatrice dell'European Youth Event del Parlamento europeo e Martina Chirico, project manager ed ex presidente di Esn Udine. Ha moderato l'incontro Piero Dal Poz, podcaster. L'appuntamento ha voluto sfatare alcune delle bufale più ricorrenti: "L'Europa obbliga a pagare la casa ai rom", "vietato dire ai figli 'vai in camera tua'", "in Erasmus gli esami sono più facili".
Richiamando i dati di un sondaggio dell' Eurobarometro, Cucchini ha sottolineato che "il 74% degli intervistati ritiene che il proprio Paese tragga beneficio dall'appartenenza all'Unione" spiegando che "spesso a lamentarsi è chi riceve i maggiori vantaggi. Manca la capacità di collegare ciò che si ottiene ai meccanismi da cui proviene, perché ci si informa poco". Secondo il docente, l'Europa è andata avanti non grazie ai popoli, ma grazie alle élite politiche che hanno saputo costruire un senso di appartenenza comune, "scegliendo di cavalcare le ragioni dell'unione invece di enfatizzare le divisioni". Per Chirico "chi studia all'estero e conosce l'Europa tende a essere più europeista", spiegando le opportunità offerte dai programmi Erasmus+ e European Solidarity Corps. "Andare in Erasmus non significa avere vita facile agli esami, ma crescere culturalmente e umanamente".







