Adolf Hitler soffriva di una malattia genetica che molto probabilmente ostacolò lo sviluppo dei suoi organi sessuali e l'avrebbe fatto rientrare in una delle categorie di persone destinate alle camere a gas secondo i deliranti dettami dell'eugenetica nazista.

È quanto emerge da uno studio sul Dna del dittatore tedesco che ha affrontato sistematicamente la serie di voci circolanti da decenni sul Führer, a partire da quelle sulle malformazioni genitali.

A compierlo è stata la genetista britannica di fama internazionale Turi King, dell'università inglese di Bath, che ha spiegato il suo viaggio oscuro nei segreti del leader nazista nel documentario dal titolo 'Hitler's Dna: Blueprint of a Dictator', in onda sabato sull'emittente Channel 4.

Hitler era affetto dalla sindrome di Kallmann, stando alle ricerche, una patologia rara che può inibire il normale sviluppo della pubertà e influire fortemente sulle relazioni sessuali.

In passato si era parlato più volte di questi aspetti, ma lo studio ha così dato fondamento a teorie sul fatto che il dittatore avesse un solo testicolo o un micropene.