Roma, 13 nov. (askanews) – In Corea del Sud è uno dei principali riti di passaggio verso l’età adulta, un esame che può determinare il futuro in modo irrimediabile. Ed è per questo che, ogni anno, il Paese si ferma, letteralmente. Anche nel 2025, il giorno del College Scholastic Ability Test – il temutissimo CSAT – è iniziato giovedì mattina con la consueta miscela di trepidazione, lacrime, tifo da stadio e silenzi assoluti.
Alle 8.40 locali, in 1.310 centri d’esame sparsi nel Paese, centinaia di migliaia di studenti hanno aperto i fascicoli del test più importante della loro vita. Quando le porte si sono richiuse alle 17.45, per molti è stato come uscire da una lunga apnea.
Quest’anno i candidati sono stati 554.174, il numero più alto dal 2018. Dietro l’impennata c’è anche un dettaglio culturale: la “generazione del Maiale d’Oro”, i nati nel 2007 in un anno considerato estremamente propizio secondo l’astrologia locale, ora arrivati all’ultimo anno delle superiori.
Come sempre, l’atmosfera fuori dalle scuole aveva qualcosa del rito collettivo. I più giovani agitavano cartelli di incoraggiamento, i genitori sussurravano frasi di conforto, i docenti distribuivano sorrisi tesi. Alcuni studenti sono arrivati scortati dalla polizia per evitare ritardi. Altri, dalle isole più piccole, avevano raggiunto la terraferma con giorni d’anticipo.






