«Mio papà voleva forzarmi a sposare un cugino e, conoscendo il mio carattere, aveva deciso di temerlo nascosto. Io l'ho scoperto attraverso altre persone, avevo 19 anni, e dopo aver assistito a un incontro a scuola con un centro antiviolenza ho deciso di rompere il silenzio e abbandonare casa. Loro mi hanno aiutato con il sostegno legale, mi hanno avviato a un percorso di protezione ma, soprattutto, mi hanno dato sostegno psicologico, perché finché non ne esci vivi il tuo problema come se fosse normalità». Ci sarà anche la testimonianza di Duray, 22enne di origine pachistana, tra le testimonianze di “Rompi il silenzio”, l’evento organizzato da Wall of Dolls Liguria ONLUS che, dal 14 al 25 novembre, in concomitanza con la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, darà vita a una serie di eventi che culmineranno in un happening in Piazza De Ferrari, sotto il muro delle bambole, il 22 novembre.

«Nel corso di quest'anno a Genova, sono state più di 200 le denunce arrivate alla Polizia Locale - spiega Barbara Bavastro, Coordinatrice Wall of Dolls Liguria - e credo che siano altrettanto quelle in carico alle altre forze dell'ordine . Viviamo un periodo in cui è fondamentale riscoprire il valore della comunità e rompere il silenzio, che è violenza, e solo attraverso l’ascolto e la condivisione possiamo riconoscere i campanelli d’allarme e prevenire». E proprio in quest’ottica si sviluppano gli incontri con le scuole, domani saranno 400 gli studenti genovesi coinvolti, perché permettono di far emergere situazioni complesse.