Almeno un po’ di creatività, diamine! E invece nulla. La retorica è sempre la stessa: «Fuori sionisti e fascisti dall’università!». Un disco rotto. Che noia questi collettivi rossi che imperversano negli atenei italiani... L’ultima mobilitazione, convocata dal sedicente gruppuscolo “Sapienza contro la guerra”, è un presidio contro Daniele Capezzone e David Parenzo, colpevoli di essere ospiti della Facoltà di Economia per la presentazione dell’ultimo libro del direttore editoriale di Libero (“Trumpisti o Muskisti, comunque fascisti. Sinistra a caccia di nemici”). Un incontro organizzato da Associazione Maieutica a cui prenderanno parte anche il suo presidente, Matilde De Giovanni, e il preside della stessa facoltà, il professor Giovanni Di Bartolomeo.
“Per un sapere non complice” è il grido di battaglia che campeggia sulle locandine dei pro-Pal che invitano all’adunata per cercare di boicottare l’evento in programma domani. «Nella nostra università non accettiamo incontri tra fascisti e sionisti. In un momento in cui i movimenti neofascisti si sentono legittimati da un sistema che li protegge e che li lascia agire indisturbati, vediamo moltiplicarsi gli attacchi squadristi gli studenti. Mentre a Gaza si consuma un massacro quotidiano, sostenuto dalle potenze occidentali, c’è chi continua a parlare di “pace” nei termini falsi e ipocriti di Trump e dei suoi alleati: una “pace” costruita sulle rovine della Palestina, che non è altro che l’ennesima giustificazione all’occupazione e all’apartheid», arringano i pacifinti saltando di palo in frasca. Sarà forse per via della confusione che alberga nelle loro zucche vuote? Del resto soffrono di visioni perenni: a sentir loro ci sono camicie nere ovunque...






