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Ultimo aggiornamento: 14:04

Dieci anni fa la ricercatrice italiana Valeria Solesin è morta negli attentati di Parigi. Dieci anni dopo, la sua eredità accademica è viva grazie agli studenti e alle studentesse che ne portano avanti il testimone. Sociologa e demografa di formazione, Solesin stava finendo il dottorato alla Sorbona con una tesi sugli effetti della maternità sulle politiche di occupazione. Sognava un giorno di tornare in Italia, vicino “al suo mare”, ma nel frattempo si impegnava per studiare i limiti del Paese e innescare un cambiamento. “Penso che sia diventata un riferimento generazionale”, racconta a ilfattoquotidiano.it la mamma Luciana Milani. “Come lei sono tanti i ragazzi italiani che studiano qui e poi vanno all’estero dove si fanno una posizione. Come Valeria, tutti guardano l’Italia con il rammarico di chi sa che bene o male sarà piuttosto difficile tornare. Le università di tutta Europa e non solo sono piene di italiani, mentre qui le università sono sempre più sguarnite e i professori sempre più precari. Ci priviamo di tante intelligenze che potrebbero aiutare la ricerca, sia in campo scientifico che delle scienze sociali”. Dal 2016, grazie al Forum della Meritocrazia e all’ideatrice Paola Corna Pellegrini, sono stati oltre 100 le studentesse e gli studenti che hanno potuto accedere alla borsa di studio in suo nome. In totale, sono stati distribuiti quasi 230mila euro per premiare tesi di laurea sul talento femminile come motore economico e di sviluppo per il Paese. La prossima premiazione sarà il 27 novembre.