“Più passa il tempo meno divento capriccioso. E' una cosa insomma positiva, positiva. Sto maturando”. Il biglietto da visita di Matteo Berrettini in vista della Coppa Davis è all’insegna della responsabilità e dell’ottimismo.
Che capricci faceva prima?
“Soprattutto in campo dai, rompevo un po' e mi lamentavo. Secondo me in generale ero meno pronto a cogliere le difficoltà, nonostante poi io sia sempre stato bravo a sconfiggerle, mi facevo invadere un po' troppo dalle difficoltà. Adesso invece ho imparato a farmele scivolare addosso, ad accettarle, dire va bene, è andata così, ci rimbocchiamo le maniche. All'inizio magari mi buttavo un po' troppo giù, adesso invece sto migliorando anche in queste”.
Altre volte la Davis è intervenuta come balsamo per lenire le tue ferite. Che significato ha per te?
“E’ tutto. E’ bagnoschiuma, shampoo, balsamo, nel senso che è sicuramente per me un grandissimo, ma come per tutti poi, un grandissimo obiettivo. Un grandissimo onore, una grandissima emozione. L'anno scorso, non l'ho mai nascosto, per me la Davis è stata l'obiettivo, cioè la cosa che mi ha fatto ripartire con così tanta energia, perché volevo tornare in quella squadra, volevo vivere quelle emozioni, non per vincere ma proprio per vivere le emozioni. Quest'anno un po' la stessa cosa, quest'estate quando mi sono fermato ho detto “quali sono le motivazioni per cui adesso ricomincio a giocare?”. Una volta messo a posto tutto col corpo, tornare a divertirmi, tornare a godere di questa di questo mondo così caotico, però provarci a trovare della gioia e godermi la Davis”.








