Cani molecolari, squadre speciali, carabinieri, polizia, guardia di finanza e vigili del fuoco oltre al personale della Sovrintendenza capitolina. Dalle otto di questa mattina l’area della Casa del Jazz è blindata: si sta scavando sotto quella che un tempo fu la residenza del cassiere della banda della Magliana per trovare qualcuno. L’ipotesi è che fra cunicoli e gallerie sotterranea possano esserci i resti di qualche persona scomparsa e mai più trovata. Fra loro il giudice Paolo Adinolfi, magistrato romano di cui non si sa più nulla dal 2 luglio 1994.

Adinolfi, già giudice del Fallimentare del tribunale di Roma, quella mattina salutò la moglie dandole appuntamento a pranzo ma non tornò mai più a casa. Un mistero lungo 26 anni. Quando scompare, Adinolfi è un giudice della corte d’Appello ma nella sua precedente attività al fallimentare si trova a seguire alcuni dei noti crac romani che abbracciano anche ambienti legali alla criminalità organizzata. Ma non è escluso che l’attività di questa mattina, partita su input della Prefettura, possa portare ad altro.

IL FIGLIO E L'ATTESA

Gli scavi di questa mattina sono stati valutati nel corso del Comitato per l’ordine e la sicurezza. L’area di analisi interessa un tunnel lungo diversi metri che passa sotto la Casa del Jazz. «Ora dobbiamo solo aspettare. Non si può dire altro». Così Lorenzo Adinolfi, figlio di Paolo Adinolfi, lasciando la Casa del Jazz dove stamattina sono scattati degli scavi nelle gallerie. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, ci potrebbe anche essere un tesoro della banda della Magliana. Sono terminate per oggi le operazione di scavo. Lo si apprende da fonti investigative. A quanto riferito le ricerche riprenderanno domani mattina.