MILANO – Un’Europa a due velocità, nella quale le principali economie manifatturiere – Germania e Italia – arrancano. E’ l’immagine che arriva dal Bollettino della Banca centrale europea, che prende atto dei più recenti andamento delle economie dei Paesi europei e prevede per l’ultimo trimestre dell’anno una espansione solo moderata “in un contesto di andamenti settoriali divergenti". Pesa il calo delle aspettative delle imprese sui 12 mesi, desunto dall'indagine Pmi, "particolarmente marcato per il comparto dei servizi e modesto per quello manifatturiero". Così "ci si attende che l'elevata incertezza, l'aumento dei dazi effettivi, il rafforzamento dell'euro e la maggiore concorrenza a livello mondiale frenino la crescita nel quarto trimestre del 2025".
Se le previsioni sono dunque deboli, per ora il Vecchio continente si presenta spaccato al rush di fine 2025. "Nel terzo trimestre del 2025 l'economia dell'area dell'euro è cresciuta dello 0,2 per cento, dallo 0,1 del secondo trimestre, secondo la stima preliminare dell'Eurostat”, dice Francoforte riprendendo i dati dell’ufficio statistico europeo. “Sebbene la scomposizione della spesa non sia ancora disponibile, gli indicatori di breve periodo e i dati nazionali di cui si dispone segnalano un contributo positivo della domanda interna, mentre le esportazioni nette sono state più contenute".








