L’accordo per terminare lo shutdown, la chiusura del governo per mancanza di finanziamenti, sembra ormai pronto per arrivare da Donald Trump per la firma finale, visto che oggi la Camera potrebbe firmare il pacchetto approvato lunedì sera dal Senato: prevede la riapertura del governo fino alla fine di gennaio e il finanziamento dei buoni alimentari fino a settembre. Una scelta che ha fatto esultare Trump («grande vittoria») e le borse europee, che ieri hanno chiuso in rialzo.

Il partito democratico è invece diviso e ha messo in dubbio la sua leadership, visto che sono sette i senatori che hanno deciso di non ascoltare le linee guida di Chuck Schumer e votare le leggi dei repubblicani che non comprendono l’esenzione fiscale per l’Obamacare. Ma sembra che il leader della minoranza democratica alla Camera, Hakeem Jeffries, voglia usare la discharge petition, uno strumento che gli permette di portare al voto il rinnovo dei sostegni per l'assicurazione medica anche senza l’ok della maggioranza repubblicana. A quel punto Jeffries spera che alcuni repubblicani possano votare per Obamacare. Il voto del Senato è arrivato al giorno 41 dello shutdown, il più lungo della storia degli Stati Uniti: oltre ai dipendenti federali non pagati, le condizioni degli aeroporti continuano a peggiorare, con ritardi e voli cancellati e la possibilità che nei prossimi giorni da quasi duemila cancellazioni al giorno si passi a cinquemila. Trump invece ha detto di voler riaprire il governo il prima possibile e di essere pronto a firmare subito l’accordo: «Riapriremo presto», ha ricordato.