Èil giorno dell’addio ad Alberto Bertone, amministratore delegato e presidente di Acqua Sant’Anna Spa, leader delle acque minerali in Italia. Aveva 59 anni, è deceduto nella notte tra lunedì e martedì, nella sua abitazione di Torino, in seguito a una grave malattia scoperta alcuni mesi fa. I funerali saranno celebrati oggi, alle 10, nella chiesa della Gran Madre a Torino. Originario di Moncalieri, figlio di imprenditori edili e appassionato di calcio (da ragazzo aveva fatto parte delle giovanili della Juventus) dopo la laurea in Scienze politiche a indirizzo economico e un Master al Politecnico di Milano, Bertone si era lanciato a 30 anni nell’industria delle acque minerali. Grazie a un’intuizione del padre Giuseppe, che aveva acquisito le quote di maggioranza di una piccola società fondata dalla famiglia di Dario Osella, l’imprenditore caseario di Caramagna. Scoperta una fonte alla cascata del Pisciai sopra Vinadio, alla quale in seguito si aggiunsero le altre quattro fonti Rebruant, Alberto si dedicò alla realizzazione di un obiettivo ambizioso: portare l’acqua Sant’Anna sulla tavola di tutti gli italiani. Obiettivo raggiunto.
«Venite a visitare il mio stabilimento - diceva all’epoca -. Sembra un’astronave di Star Trek: tutto automatizzato dai robot, pulito, efficiente. Poi andate a vedere gli altri impianti, e scoprirete perché diventerò il numero uno». Una capacità di visione sul futuro. Partendo da zero, dopo tre decenni di crescita, oggi l’impresa è un colosso da 340 milioni di euro di fatturato, oltre 220 dipendenti, 1,5 miliardi all’anno di bottiglie vendute in tutto il mondo e una quota di mercato del 13-14%.












