VINADIO (CUNEO) - È una giornata tersa, il sole splende sulle montagne della Valle Stura che circondano Vinadio. Il giorno dopo la notizia della morte di Alberto Bertone – l’imprenditore torinese di 59 anni che a metà anni Novanta intuì assieme al padre le potenzialità di un’avventura nel campo dell’acqua minerale – regnano dolore e sbigottimento nel borgo di poco più di cinquecento abitanti dove sorge lo stabilimento automatizzato di Sant’Anna che l’anno scorso ha sfornato 1,6 miliardi di bottiglie per tutto il mondo.
Alberto Bertone è morto, il “re delle acque minerali” fondatore e patron di Sant’Anna aveva 59 anni
di Arturo Buzzolan
11 Novembre 2025
Dopo la scoperta della sorgente Rebruant, lassù a quota 1950 metri, da parte del papà Giuseppe, Bertone fondò Acqua Sant’Anna, arrivando a dare lavoro a oltre 220 persone e a creare una realtà da 340 milioni di euro di fatturato. In paese Alberto era una presenza familiare, ricordata con affetto. «Lo conosciamo dal lontano ’94, quando cominciarono a costruire le fonti. Pensavamo fosse un fuoco di paglia, invece hanno fatto la scommessa giusta», racconta Barbara Soldà, che assieme alla sorella Debora gestisce l’Hotel Ligure. «Abbiamo visto la prima bottiglia arrivare sul mercato e in questi anni sono passati tutti da noi, da Bertone agli amministratori e ai direttori commerciali. Da qualche mese ci eravamo accorti che qualcosa non andava perché il dottore non veniva più a trovarci con la solita frequenza».











