I terminalisti italiani lanciano l’allarme sul possibile contenzioso, da parte dei dipendenti, per rivendicare integrazioni retributive nel trattamento ferie, con decorrenza dal 2007. Una questione aperta da una sentenza del tribunale di Venezia (che ha dato ragione ai lavoratori del terminal container veneto Tiv), in linea con due disposizioni europee: la direttiva 88 del 2003 e una pronuncia della Corte di giustizia Ue del 2007, in interpretazione di quella stessa direttiva.

Ad accendere un faro sulla questione, che rischia di espandersi su tutte le banchine italiane, è Assiterminal, l’associazione che raggruppa le imprese che lavorano sui moli italiani, nonché la sezione Terminal operators di Confindustria Genova. «La questione - sottolinea Alessandro Ferrari, direttore di Assiterminal- nasce in altri ambiti e sta arrivando ora al mondo portuale. I giudici, compresa la Cassazione, anche se non univocamente, di fatto, dicono che, a livello comunitario, è stato stabilito un principio, in base al quale i lavoratori devono essere messi in condizione di fruire delle ferie. La sentenza della Corte di giustizia, poi, è entrata anche nel merito della quantificazione dell’indennità feriale. La linea che si sta affermando è che, se io guadagno 100 quando lavoro, quando sono in ferie devo tendenzialmente avere la stessa retribuzione, oppure si crea un potenziale pregiudizio a fruire delle ferie e quindi non c’è interesse ad utilizzarle».