BELLUNO - Mostre di interesse, ancora maggior apertura del museo alle scuole per rendere la cultura più appetibile e spendibile. Il sindaco Oscar De Pellegrin e l’assessore alla Cultura Raffaele Addamiano commentano il deficit rispetto alle entrate e alle uscite del museo di palazzo Fulcis. Le entrate previste per il 2026 si fermano a 55mila euro, le uscite invece arrivano a 440mila euro: si arriva a un deficit di 385mila euro. «Si sa che è difficile che un museo si tenga in equilibrio da solo – sono le parole del primo cittadino –, la maggior parte, infatti, sono in perdita. Ma questo lo voglio vedere come uno stimolo per creare più introiti, per quel che si può e per quel che si riesce. Se quei 50 mila arrivassero a 70, 80 mila sarebbe già un buon dato. Non dobbiamo e non vogliamo assolutamente far la guerra alla cultura. Ma che questo sia uno stimolo per pensare a qualche attività in più e aumentare le entrate».

L’assessore con delega specifica, Raffaele Addamiano, interviene con un ragionamento preciso: «Senza che questo voglia essere un alibi – spiega – c'è stata negli anni scorsi la pandemia, che ha rallentato le attività a livello globale e quindi nazionale, locale. Ma poi è da sempre noto che nei piccoli o nei grandi musei le sole mostre non bastano. Se pensiamo al Louvre o ad altri grandi musei italiani o stranieri, io non so se la soluzione sia quella prospettata dell’economia di scala con la fusione dei comuni, di sicuro ci vuole (e non da oggi) un cambio di paradigma mentale teso a far capire a tutti i livelli istituzionali quanto è importante, quanto fondamentale sia la cultura che è da sempre una risorsa sociale, è cibo per l’anima ma è soprattutto un fattore di crescita individuale e collettiva, che quindi non può essere valutata solo nell’ottica dei freddi numeri. Non è soltanto economia. Ha un valore diretto che è strettamente collegato al benessere dei cittadini, alla loro salute fisica e mentale, ma anche ad un valore indiretto (turismo e commercio)». Addamiano dunque ricorda come l’amministrazione si sia impegnata «nella intitolazione concreta, non solo formale del museo a uno grande bellunese: cioè Sebastiano Ricci con un connesso progetto di rebranding della struttura e con un comitato scientifico che, finalmente, da circa un anno sta operando in tal senso».