I giudici del tribunale del Riesame di Genova si sono riservati di decidere sulla richiesta di arresto per 26 persone, tra anarchici e studenti, che al corteo del 5 maggio 2024 imbrattarono le facciate dei Palazzi dei Rolli
La Procura aveva chiesto l'arresto
Genova - I giudici del tribunale del Riesame di Genova si sono riservati di decidere sulla richiesta di arresto per 26 persone, tra anarchici e studenti, che al corteo del 5 maggio 2024 imbrattarono le facciate dei Palazzi dei Rolli in via Garibaldi, danneggiarono diverse vetrine, auto e telecamere di videosorveglianza. Secondo il pubblico ministero Giuseppe Longo, quella fu una devastazione.
Il giudice per le indagini preliminari, Giorgio Morando, ha respinto spiegando che quel giorno non ci fu devastazione, ma solo danneggiamenti multipli, che tuttavia non hanno mai messo in pericolo l'ordine pubblico.
Secondo i difensori degli indagati, tra cui Laura Tartarini e Fabio Sommovigo, la tesi della Procura del concorso nel reato da parte di chi si è limitato a tenere uno striscione o aprire un ombrello sarebbe viziata da "molti salti logici". Inoltre, sempre per le difese, i reati non possono essere qualificati come devastazione, perché si tratta a loro avviso in gran parte di imbrattamenti, mentre i danneggiamenti sarebbero molto contenuti. Il corteo era stato organizzato dopo gli arresti della notte precedente da parte dei carabinieri di otto persone davanti all'ex Latteria occupata in centro storico.






