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Nella Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace il premier ha voluto ricordare i "figli della nostra Patria" dei quali "non dimenticheremo mai il loro sacrificio"
Il 12 novembre 2003 un attacco suicida presso la base White Horse a 7 chilometri da Nassiriya pose fine alla vita di 19 italiani tra carabinieri, soldati e civili. Morirono anche 9 iracheni che collaboravano con gli italiani. Nell'attentato rimasero feriti anche altri 20 italiani di cui 15 carabinieri, 4 soldati e un civile. Oggi, a 22 anni di distanza da quell'attentato, nella Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, il presidente Giorgia Meloni ha voluto "ringraziare ancora una volta tutti coloro che operano nelle missioni internazionali di pace, mettendo a rischio la propria incolumità a difesa dei nostri valori e della sicurezza di tutti noi".
Proprio come "quei servitori dello Stato che a Nassiriya hanno dato la vita per l’Italia e per compiere fino alla fine il loro dovere. Figli della nostra Patria che sono partiti con coraggio, portando con sé valori di pace, onore e servizio". A tutti loro, ha concluso Meloni, "e alle loro famiglie va, ancora oggi e per sempre, il nostro pensiero commosso e grato. Non dimenticheremo mai il loro sacrificio". Nella giornata di ieri, il figlio di uno dei carabinieri caduti a Nassiriya ha voluto ricordare il padre, il vicebrigadiere Domenico Intravaia. "Non è stato facile reagire, papà mi è mancato tanto e mi manca sempre. Era un padre affettuoso, allegro e disponibile, amava il suo lavoro, la divisa che indossava e servire il Paese, con umiltà e senso del dovere. Mi sarei voluto arruolare anche io, ma ho capito che si può servire la patria in tanti modi, anche attraverso l'impegno politico, quello inteso come reale servizio alla collettività", ha dichiarato Marco Intravaia, oggi deputato all'Assemblea siciliana, che quando è morto il padre aveva appena 16 anni.






