UDINE - Sono da poco passate le 18.15 quando la quiete della sera in via della Roggia, zona sud-ovest di Udine, viene squarciata da una serie di colpi di pistola. È un momento di ordinaria quotidianità, pochi passi dalla chiesa del quartiere di San Rocco, ma in pochi secondi il silenzio si trasforma in panico. Prima gli spari, poi le urla. Qualcuno pensa a dei petardi, altri scorgono persone correre tra i palazzi dell'Ater.

Quando arrivano i primi soccorritori del 118, una persona è già a terra, agonizzante, in un giardino che separa due edifici popolari.

È l'inizio di una drammatica serata di sangue nel capoluogo friulano. Secondo le prime ricostruzioni della Squadra Mobile della Questura di Udine, tutto sarebbe iniziato con un diverbio tra due nuclei appartenenti a famiglie rom residenti in città. Una discussione violenta, degenerata in pochi minuti. I protagonisti iniziali sarebbero stati tre uomini: durante il confronto uno di loro sarebbe stato minacciato con un taglierino alla gola. La tensione è poi esplosa definitivamente quando sul posto sono arrivati altri due soggetti, chiamati a spalleggiare i rispettivi parenti. A quel punto, dalle parole si è passati alle armi. Dalle testimonianze raccolte sul posto, a fronteggiarsi sarebbero stati due fratelli da un lato e, dall'altro, un padre con i suoi due figli. È proprio questo secondo gruppo ad aver avuto la peggio. Nel cortile sono stati trovati almeno dieci bossoli: una vera e propria sparatoria a distanza ravvicinata. Alcuni testimoni hanno riferito che il presunto sparatore, poi scappato, avrebbe mirato alle gambe degli avversari, forse con l'intenzione di ferirli e non di ucciderli.