Si dice “disponibile a testimoniare”. Ed è più che probabile che la procura la convochi presto per chiederle tutto quello che sa sui cecchini del weekend nella città che ha governato fino all’anno scorso, quando era sotto assedio tra il 1992 e il 1996. Lei, la ex sindaca di Sarajevo, Benjamina Karic, dalla sua posizione potrebbe difatti aver ricevuto informazioni importanti per il pm Alessandro Gobbis, che ha aperto un fascicolo per omicidio aggravato sui cittadini italiani che a pagamento si recavano nella Sarajevo assediata dai serbo-bosniaci per sparare e uccidere a piacimento civili inermi, donne e bambini compresi. Un fascicolo che contiene anche la denuncia penale contro persone non identificate coinvolte in tale vicenda presentata dall’ex sindaca.
“Siamo rimasti tutti colpiti dal tema del documentario “Sarajevo Safari”, che racconta di individui irresponsabili pagati per sparare a civili innocenti durante l’assedio di Sarajevo”, ha detto Karic citata oggi dai media locali. “Nel settembre 2022 - ha aggiunto - ho presentato una denuncia penale alla procura contro persone non identificate che seminavano morte a Sarajevo e i loro complici. Nell’agosto scorso - aggiunge - ho inoltrato una denuncia penale alla procura di Milano, tramite l’Ambasciata d’Italia a Sarajevo, che ha avviato un’indagine e mi sono resa disponibile a testimoniare”. È lei che in una denuncia alle autorità bosniache e ora anche a quelle milanesi, chiede – in attesa che Sarajevo si costituisca persona offesa nel procedimento – che “si indaghi e si consegnino alla giustizia i responsabili. Coloro, denuncia, che secondo un ufficiale dei servizi segreti sloveni per sparare a un bambino pagavano di più. Parole ascoltate dagli stessi autori: ricchi stranieri amanti di imprese disumane”.









