Le dichiarazioni, probabilmente fomentate da un clima da campagna elettorale che in vista delle regionali di Campania, Puglia e Veneto si fa sempre più accentuato, sono quasi all’ordine del giorno. Così come sono all’ordine del giorno le “invasioni di campo” del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, o del suo partito, la Lega, su temi strettamente connessi alla difesa, materia quest’ultima di competenza del ministro Guido Crosetto, esponente di Fratelli d’Italia. Dal’opportunità di inpiegare risorse «per comprare missili e carri armati» ai militari impiegato nell’operazione “Strade sicure”, il pressing di Salvini è a tutto campo. Il leghista esprime posizioni che spesso si distanziano da quelle del ministro, suo alleato di governo.

Salvini: «Trovare miliardi per i missili non è la mia manovra»

Intervenuto a un evento organizzato dal suo partito a Bari in vista delle elezioni regionali, Salvini ha attaccato: «Dover fare delle leggi di bilancio dove dobbiamo trovare dei miliardi di euro per comprare missili, carri armati e sommergibili, non è la mia legge di bilancio. Per difendere i confini? Certamente, però il governo italiano dice che non esistono solo i confini a Est da difendere, il problema italiano non è l’invasione dei carri armati da Mosca, il problema italiano è l’invasione in corso da parte di un’orda di clandestini che poi ci portano problemi nelle nostre case, nelle nostre piazze». «Dobbiamo spendere dei soldi per la difesa? Sì - ha aggiunto -, e allora assumiamo dei carabinieri, mettiamo i militari sui treni, fuori dalle scuole dove vendono droga ai nostri figli. Lasciamo perdere il resto».