MILANO – Il primo giorno di Raffaele Palladino come nuovo allenatore dell’Atalanta è iniziato presto. Alle 10.30 di questa mattina è entrato a Zingonia, dove mezz’ora prima erano arrivati Luca Percassi, ad della Dea, insieme al direttore sportivo Tony D’Amico. Loro lo hanno scelto, senza tentennamenti: quando hanno deciso di esonerare Ivan Juric, il primo nome per sostituirlo è sempre stato quello di Palladino. Lunedì mattina l’incontro decisivo, in cui è stato definito l’accordo con l’ex Fiorentina: contratto di un anno e mezzo, fino al 30 giugno 2027, con stipendio da circa 2 milioni e la promessa di sedersi a un tavolo per parlare di un possibile rinnovo qualora questa stagione finisse con la qualificazione alla Champions.

Il giorno nero di Juric: un anno dopo l’esonero dalla Roma il terzo licenziamento in 365 giorni

di Andrea Sereni

La prima giornata di Palladino da allenatore dell’Atalanta

Palladino, fermo dopo aver rescisso il contratto con la Fiorentina, portata al sesto posto con 65 punti nell’ultimo campionato, ha aspettato una chiamata importante, respingendo qualche settimana fa un approccio del Torino. Sperava nella Juventus, ha accolto con entusiasmo l’opportunità di proseguire all’Atalanta il lavoro di Gasperini. Nel suo primo giorno a Zingonia ha visitato il centro sportivo, ha fatto una chiacchierata conoscitiva con i membri dello staff di Juric che sono rimasti – il preparatore dei portieri Savorani, voluto da Carnesecchi, con il collaboratore Oliva e poi Brambilla, Raimondi, Vigni e Iaia – poi ha pranzato con la dirigenza. Nel pomeriggio prevista la firma sul contratto, subito dopo l’Atalanta lo annuncerà come nuovo allenatore. La squadra riprenderà a lavorare domani.