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Ultimo aggiornamento: 7:27

di Barbara Ogechi Okonkwo e Clara Pescatori

Nei prossimi sette anni l’Unione Europea gestirà quasi 200 miliardi di euro attraverso il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), che definirà priorità e limiti di spesa dell’Ue per il periodo 2028-2034. Al centro della discussione sarà anche Global Europe, il principale strumento di finanziamento per l’azione esterna. Non si tratta solo di numeri: parliamo di investimenti che plasmeranno il ruolo dell’Europa nel mondo e il suo impegno verso i Paesi partner.

La nuova versione del Global Europe Instrument (GEI) unifica strumenti preesistenti e stabilisce che almeno il 90% delle risorse rispetti i criteri di Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS). Significa che la maggior parte del bilancio per l’azione esterna andrà a crescita sostenibile, riduzione della povertà e partenariati con i Paesi in via di sviluppo. Ciononostante, se il mantenimento del vincolo del 90% APS è positivo, la scomparsa di altri target di spesa tematici destinati a sviluppo umano, parità di genere e azioni per il clima rappresenta un passo indietro rispetto al precedente QFP. Tale arretramento rischia di svuotare di contenuto i valori di solidarietà e giustizia che l’Ue afferma di voler difendere.