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Perdono per l'ex sindaco e altri 76: provarono a sovvertire l'esito del voto che incoronò Biden
Spietato con i nemici, magnanimo con gli amici e gli alleati. Donald Trump non si fa scrupolo di mantenere le promesse più controverse fatte in campagna elettorale. Dopo il perdono di massa concesso all'inizio del suo secondo mandato a quasi tutti i 1.500 insorti che assaltarono il Congresso il 6 gennaio del 2021, il tycoon ha graziato anche i membri della sua cerchia interna di allora, coinvolti nei tentativi (tutti andati a vuoto) di sovvertire l'esito delle elezioni del 2020. La lista comprende nomi illustri: dall'ex sindaco di New York e suo avvocato personale Rudy Giuliani, all'avvocatessa trumpiana Sidney Powell, all'ex capo di Gabinetto della Casa Bianca, Mark Meadows, all'altro avvocato trumpiano John Eastman, al consigliere Boris Epshteyn. Furono soprattutto loro a ingolfare i tribunali con accuse di un presunto complotto dei Democratici per rubare la vittoria a Trump con una serie di brogli elettorali. Accuse mai provate e tutte respinte dai giudici.










