È sollevata, ma anche delusa. I soldi che ha ottenuto come risarcimento per la morte del figlio, «sono gli stessi che ho speso in questi cinque anni nei viaggi tra Italia e Algeria per chiedere giustizia. Mi sento presa in giro», dice. A parlare, dalla sua casa in provincia di Modena – acquistata con i risparmi “del suo bambino” - è Barbara Degli Esposti, operaia. Da pochissimi giorni, dopo una battaglia legale estenuante, ci sono delle responsabilità accertate per la morte di Alex Bonucchi a soli 25 anni.Il 4 gennaio 2021, in trasferta per una ditta di ceramiche ad Algeri, è rimasto folgorato nella piscina dell’hotel in cui alloggiava, a causa della vicinanza di un cavo elettrico.

La corte d’Appello ha ribaltato il primo grado di giudizio e condannato la struttura ad una multa pari a 1300 euro, mentre ai genitori ne andranno circa 50 mila come risarcimento.

Alex Bonucchi morto folgorato ad Algeri, l’hotel condannato al risarcimento: 53mila euro ai genitori

"Come fa a valere così poco la vita di un ragazzo?”

«Non è un discorso di cifre, mio figlio non me lo ridà nessuno e non è una stima che ha senso di esistere. Ma ciò che mi chiedo è: come fa a valere così poco la vita di un ragazzo?Non è ammissibile da nessuna parte, e nemmeno in paese così povero come l’Algeria». Mentre ha ricevuto la notizia, celebrava in una lunga tavolata di amici proprio i 30 anni di Alex, mai arrivati veramente ma che avrebbe compiuto lo scorso 5 novembre, in coincidenza con la svolta del processo.