La decisione di Autostrade per l’Italia (Aspi) di vietare, dal prossimo 3 novembre, il sorpasso ai Tir nel tratto toscano dell’Autostrada del Sole (A1) sta già alimentando polemiche e malumori nel mondo dell’autotrasporto merci. Le associazioni di categoria parlano apertamente di «una misura unilaterale che penalizza il trasporto e la logistica» e chiedono la convocazione urgente di un tavolo con ministero dei Trasporti e Aspi per valutare «l’effettiva utilità della misura e individuare soluzioni più equilibrate».

Ma andiamo con ordine. Il provvedimento, che interessa un tratto di circa 90 chilometri in entrambe le direzioni tra i caselli di Incisa-Reggello (Firenze) e Chiusi (Siena), riguarda uno dei segmenti più trafficati e complessi dell’intera rete autostradale nazionale. I veicoli colpiti dal divieto sono quelli con massa complessiva superiore alle 12 tonnellate. Il tratto in questione è a due corsie per senso di marcia, privo di gallerie ma con una conformazione orografica articolata e registra una quota di traffico pesante pari a circa il 30% del totale, superiore alla media nazionale.

Il divieto ha carattere sperimentale e durerà sei mesi. Al termine del periodo, Autostrade per l’Italia, insieme al ministero dei Trasporti, agli enti locali e alle prefetture, valuterà i dati raccolti per decidere se renderlo permanente o eventualmente estenderlo ad altri tratti analoghi. Il divieto di sorpasso prevede sanzioni fino a 666 euro, la sospensione della patente da uno a tre mesi e la decurtazione di dieci punti. La Polizia Stradale, in collaborazione con le prefetture, garantirà i controlli lungo il tratto interessato.