Roma, 10 nov. (askanews) – Più della metà degli italiani utilizza l’intelligenza artificiale quotidianamente e spesso. Il 67% ritiene che possa influenzare negativamente la capacità critica dei più giovani, il 61,4% è convinto che potrà generare più disoccupazione e quasi l’84% ritiene che debba essere maggiormente regolamentata. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Izi, azienda di analisi e valutazioni economiche e politiche, presentato questa mattina nel corso della trasmissione l’Aria che Tira condotta da David Parenzo su La 7.

Il rapporto con l’AI è più intenso nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni : il 55.3% rivela di farne un uso quotidiano. Il giudizio sulle conseguenze dell’utilizzo dell’Ai è negativo per la stragrande maggioranza degli italiani a prescindere dall’età.

Ben il 73% della fascia 18-34 anni ritiene infatti che possa influenzare negativamente la capacità critica dei più giovani, ed in generale questa preoccupazione è condivisa dal 67% degli intervistati . Per quanto riguarda i timori sulla disoccupazione : il 61,4% delle persone intervistate ritiene che l’intelligenza artificiale cambierà profondamente il mondo del lavoro e potrà generare più disoccupazione, in particolare questa paura interessa maggiormente la fascia over 65: il 78,5% teme ripercussioni sul lavoro. Il 64,2% degli italiani è poi allarmato per le distorsioni che l’AI può provocare per la corretta informazione , con la proliferazione delle fake news. Quasi l’84% infine , ritiene necessario che lo sviluppo e l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale debba essere maggiormente regolamentato.