Minacce di morte sono state recapitate al vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi e all'assessore Ivano Marchiol attraverso una lettera anonima, giunta una settimana fa via posta ordinaria al protocollo comunale e indirizzata a Venanzi personalmente.

In essa si intima a far dimettere Marchiol "entro fine novembre" "altrimenti mettiti anche tu il giubbotto antiproiettile".

Lo ha denunciato lo stesso Venanzi oggi nel corso di una conferenza stampa convocata appositamente.

Per il vicesindaco si tratta della terza minaccia di morte in sei mesi. Nel primo caso era stata coinvolta anche la figlia di cinque anni; nel secondo, sui social, erano comparsi insulti e frasi di avvertimento. "Non ho paura, continuo il mio lavoro con la stessa passione" ha detto, spiegando di aver denunciato ogni episodio. "Ma serve fermarsi un momento: il linguaggio pubblico è diventato duro e aggressivo. Le parole superano certi limiti e rischiano di trasformarsi in violenza". Poi ha aggiunto: "Non sono toni caratteristici del popolo friulano. Udine è una città dialogante e aperta, dobbiamo difendere questo spirito".

Marchiol, dal canto suo, ha invitato tutti "ad abbassare i toni e difendere un dialogo democratico corretto" e parlato di "bullismo e illazioni" che negli ultimi mesi hanno superato livelli di guardia, ribadendo che "nessuno farà un passo indietro".