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Il governo israeliano ha confermato che il corpo riconsegnato sabato da Hamas al Comitato internazionale della croce rossa appartiene a Hadar Goldin, un tenente israeliano ucciso più di dieci anni fa durante un’operazione dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza. I suoi resti sono stati ritrovati in un tunnel sotto Rafah, nel sud della Striscia.

In questi 11 anni Goldin è diventato un simbolo per una parte dell’opinione pubblica israeliana: a lungo, anche su pressione della famiglia, la restituzione del suo corpo era stata oggetto di trattative tra Hamas e il governo israeliano, che però non avevano mai raggiunto un accordo (Hamas chiedeva in cambio il rilascio di prigionieri palestinesi, che i vari governi israeliani avvicendatisi in questi anni non avevano mai accettato).

A ottobre del 2025 il suo nome era infine stato inserito nell’accordo per il cessate il fuoco mediato dal presidente statunitense Donald Trump, insieme a quello degli altri ostaggi rapiti dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023. La sua restituzione è considerata un segnale positivo per la tenuta dell’accordo, che in queste settimane ha vacillato per accuse reciproche di violazioni che a metà ottobre avevano portato a nuovi bombardamenti israeliani sulla Striscia.