Più di 10 anni sepolto nei tunnel di Gaza.

Il soldato israeliano Hadar Goldin, ucciso da Hamas nella guerra del 2014, potrà finalmente ricevere una degna sepoltura, se l'identificazione forense dovesse confermare che il corpo recuperato a Rafah è proprio il suo, come affermano le Brigate al Qassam.

Una svolta importante non solo per Israele e per la sua famiglia, che poco dopo l'annuncio ha ricevuto la visita del capo di stato maggiore Eyal Zamir, ma anche perché alla restituzione dei suoi resti era stata legata la possibilità che i circa 150 miliziani di Hamas bloccati nei tunnel sotto il lato israeliano della Linea Gialla, controllato dall'Idf, possano ottenere un salvacondotto per uscirne.

Non è chiaro se questo effettivamente sbloccherà la situazione ma, nei giorni scorsi, si erano moltiplicati i messaggi di Israele in tal senso, anche da parte dello stesso Zamir, con gli Stati Uniti in pressing sullo Stato ebraico per trovare una soluzione che faciliti l'avvio della fase due del piano di pace voluto da Donald Trump.

Citando una fonte a conoscenza del dossier, Haaretz ricorda inoltre che giovedì la Casa Bianca avrebbe fatto sapere a Hamas che la restituzione del corpo di Goldin avrebbe consentito un passaggio sicuro ai suoi combattenti. In mattinata media arabi avevano riferito che membri della Croce Rossa e di Hamas si stavano recando nel quartiere Jenina di Rafah per cercare il corpo di un ostaggio nella zona sotto controllo israeliano. "Non c'è nessun accordo, i terroristi nei tunnel devono decidere se arrendersi o morire", ha commentato un funzionario della sicurezza israeliana con Channel 12.