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10 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 13:41
La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ha chiesto le dimissioni del collegio del Garante per la Protezione dei Dati Personali. “Sta emergendo un quadro grave e desolante sulle modalità di gestione dell’Autorità Garante per la Privacy che rende necessario un segnale forte di discontinuità. Penso che non ci sia alternativa alle dimissioni dell’intero consiglio”, ha detto la leader dem all’indomani delle inchieste della trasmissione Report. “Hanno rivelato un sistema gestionale opaco, caratterizzato da numerosi conflitti di interesse e da una forte permeabilità alla politica. Senza un azzeramento e una ripartenza sarà impossibile ricostruire la fiducia dei cittadini nell’istituzione che deve tutelarne i diritti e assicurare la necessaria terzietà del collegio, anche rispetto alla politica”. Il Pd ha annunciato che sulla questione presenterà una interrogazione urgente al governo.
Dopo la multa ricevuta dal Garante per il caso Sangiuliano, la trasmissione di Rai3 ha messo in fila una serie di servizi sui membri del collegio: da quello in quota meloniana, Agostino Ghiglia, fino al presidente Pasquale Stanzione e compreso il giurista espresso dal Movimento 5 stelle, Guido Scorza, che si è detto certo che l’attuale collegio proseguirà il suo mandato fino alla fine, ma di aver valutato anche l’ipotesi di un passo indietro. Report ha messo in fila i notevoli emolumenti e le ingenti note spese di un’istituzione che costa ai cittadini 50 milioni di euro l’anno. Ma soprattutto una serie di rapporti che configurerebbero conflitti di interessi e addirittura favoritismi. “Dopo quello che è emerso con l’inchiesta di Report non ci sono più alibi. Non siamo davanti a una questione tecnica, ma a un quadro gestionale opaco, con conflitti di interesse e una permeabilità alla politica che è incompatibile con la natura stessa dell’Autorità: il Garante della Privacy deve essere indipendente, credibile, inattaccabile”, ha detto Angelo Bonelli, parlamentare Avs e co-portavoce di Europa Verde. “Non basta una difesa d’ufficio, non basta prendere tempo. Serve l’azzeramento. Serve che l’intero consiglio si dimetta subito”. E ancora: “In un Paese democratico l’inchiesta giornalistica non si punisce: la si ascolta”.










