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La divisione Enterprise pesa per un quarto del fatturato. I piani con Poste e Nvidia
La strada sembra tracciata, con l'ormai ex monopolista della telefonia italiana che si appresta a diventare sempre più una società a trazione tecnologica. A dire il vero potrebbe essere un ritorno al passato, se si pensa che Tim organizzò una spedizione a Cupertino per cercare di convincere Steve Jobs a venderle Apple. L'affare non si fece, però ora il gruppo guidato da Pietro Labriola insieme al nuovo primo azionista Poste Italiane punta decisamente sulla divisione Enterprise, vale a dire quella che fa capo al cloud, ai servizi Ict e di cybersicurezza per imprese e pubblica amministrazione.
Nei primi nove mesi di quest'anno la divisione tecnologica è risultata in crescita del 4,4% con ricavi a 2,4 miliardi (quasi un quarto dei 10 miliardi totali) e a, fine anno, se si dovesse mantenere lo stesso ritmo arriverà nell'intorno dei 3,5 miliardi. Ci sono ottime speranze affinché questo accada dal momento che entro fine anno ci saranno circa 4 miliardi di ordini già in cascina. Enterprise, guidata da Elio Schiavo, ha in programma di investire un miliardo di euro nell'arco del piano anche per potenziare la sua rete di data center, asset essenziale per sviluppare il Cloud che è un'area di servizi che cresce a doppia cifra ogni anno. Tim è già proprietaria di 16 data center ed entro la fine del 2026 ne sarà operativo uno nuovo che è in costruzione alle porte di Roma. Accanto a questo investimento, ci sarà il potenziamento di altre due infrastrutture con un investimento totale di circa 200 milioni che consentiranno di aumentare di oltre il 25% la capacità installata.






