La diversificazione è una strategia nota in finanza, finalizzata innanzitutto a ridurre il rischio. Con riferimento invece ai modelli di business è spesso sfruttata per trovare nuove fonti di ricavo e, quindi, di redditività. È il caso di IREN Limited. Il gruppo statunitense, quotato al Nasdaq, ha avviato - da un po’ di tempo - una maggiore articolazione dell’attività. Di cosa si tratta? Per rispondere alla domanda è dapprima necessario ricordare l’oggetto sociale del gruppo.

L’azienda è principalmente attiva nella cosiddetta “minatura” dei bitcoin. Questa consiste nel gestire centri computazionali in cui vengono utilizzati hardware specializzati (ASIC o GPU) per risolvere complessi calcoli crittografici che consentono di convalidare blocchi nella blockchain del Bitcoin, ricevendo in cambio la ricompensa in token della criptoregina. In particolare, la società ha raggiunto nella prima metà del 2025 una capacità di mining installata di circa 50 EH/s (exahash al secondo) di potenza di calcolo, cifra che la colloca fra i più grandi miner pubblici al mondo. L’efficienza dichiarata è di circa 15 J/TH, grazie all’uso di elettricità a basso costo da fonti rinnovabili e all’integrazione verticale delle infrastrutture.